Vendemmia - Marcello Meda Vini

VENDEMMIA

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MARCELLO MEDA

Potatura e Legatura

Potiamo le nostre viti a fine inverno poi, nel periodo tra metà marzo e i primi di aprile, procediamo alla legatura dei tralci, momento in cui si assiste ad un curioso fenomeno, conosciuto come “Il pianto della vite”. Si tratta di piccole gocce di linfa, cioè l’acqua che risucchiata dalle radici dal terreno risale per cicatrizzare i tagli con la linfa. Questo è il segnale che il ciclo vitale è ripartito, e il metabolismo della pianta si rimette in moto, inaugurando il grande lavoro che la vite farà nei mesi successivi.
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vendemmia pianto della vite
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MARCELLO MEDA

Raccolta

Lavoro duro, schiena indolenzita, ginocchia sporche, ceste pesanti, mani annerite dall’uva… Ma allora come mai la Vendemmia è considerata una festa? Intanto è il coronamento di un intero anno di lavoro, quindi arrivare a raccogliere il frutto di tutto ciò è motivo di gioia e soddisfazione. In secondo luogo, ad ogni vendemmia tra i filari si crea un’atmosfera allegra e divertita, si finisce con il cantare e chiacchierare di tutto un po’…complici anche le pause alcoliche che vengono inevitabilmente richieste a gran voce.
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MARCELLO MEDA

Svolgimento

La Malvasia Moscata la raccogliamo sempre in cassette da circa 20 kg che ogni coppia di vendemmiatori si porta dietro lungo il filare. Le cassette permettono all’uva di mantenersi più integra fino a quando viene messa nella pigia-deraspatrice.

Per la Barbera invece non sempre usiamo le cassette visto il maggior quantitativo di uva da raccogliere, in alternativa versiamo le ceste d’uva in una bigoncia da circa 10 qt che va avanti e indietro tra la vigna e la cantina.

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MARCELLO MEDA

Tutti insieme

Per rifocillarci dalle fatiche ci concediamo poi sempre un bel pranzetto…che ai tempi di nostro nonno consisteva in pane, salame e uva, mentre noi lo abbiamo reso decisamente più ricco!

Sono i giorni più belli dell’anno. Vendemmiare sfogliare, torchiare non sono neanche lavori; caldo non fa più, freddo non ancora; c’è qualche nuvola chiara, si mangia il coniglio con la polenta e si va per funghi.
(Cesare Pavese)

Per elogiar la vite non ci son parole! Impasta con gli “umori” del terreno i profumi che gli giungono dal sole per farne dell’uva il gran ripieno.
(Luigi Totaro)

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